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Intervista Ministro Frattini


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Intervista all'On. Min. Franco Frattini
Settembre 2010
a cura di Giancarlo Roversi

 

Expo-Shanghai si sta rivelando una straordinaria vetrina per l'immagine dell'Italia e di quanto di più attraente il nostro Paese sa offrire. Ma anche una conferma della forza di attrazione esercitata dal patrimonio di civiltà del popolo italiano e dalla sua innata creatività. Un successo attestato non solo dagli oltre 40.000 visitatori cinesi che affollano ogni giorno il nostro padiglione, ma anche dai numerosi negozi italiani o che si richiamano all'Italia presenti nella metropoli cinese. Insomma anche nel popolo cinese esiste una irresistibile "voglia di Italia". Alla luce di questa innegabile realtà cosa ha in programma il Governo italiano per potenziare i rapporti culturali e commerciali tra l'Italia e la Cina ? Se poi si considera che molti prodotti venduti nella Penisola sono di provenienza cinese, cosa si può fare per incrementare la vendita del made in Italy in Cina? ·
 
 
L'Italia gode in Cina di un notevole capitale di simpatia dovuto alla nostra ricca cultura, che il popolo cinese sente vicina alla propria per la sua antica tradizione. L'Italia è sinonimo di eleganza, qualità e stile di vita, elementi che attraggono fasce sempre più larghe della popolazione cinese.
 
I nostri sono Paesi che hanno ormai da anni rapporti economici e commerciali molto solidi e in crescita: negli ultimi sette anni l'interscambio commerciale si è più che triplicato, passando da oltre 9 miliardi di USD a più di 31 miliardi attuali. Siamo sicuramente tra i Paesi che meno hanno risentito della crisi internazionale nei rapporti commerciali con la Cina. Lo indica con chiarezza un dato: la crescita nel 2009 del 3,4 % delle esportazioni italiane verso la Cina a fronte di una complessiva riduzione dell'interscambio sofferta da quasi tutti i Paesi europei. Ciò grazie alla forza delle nostre imprese, ma anche grazie all'azione sinergica condotta delle istituzioni italiane in Cina, basti ricordare la missione di sistema svoltasi a inizio giugno guidata dal Ministro del Lavoro Sacconi insieme ai vertici di tutti gli organismi rappresentativi del "Sistema Italia". ·
Al di là delle grandi possibilità commerciali offerte al made in Italy in Cina, oggi stiamo osservando la rapida riqualificazione del sistema economico del Paese. Pechino sta abbandonando progressivamente il modello di crescita fondato sull'abbondanza di forza lavoro a basso prezzo, il cosiddetto modello della "fabbrica del mondo", per trasformarsi in un'economia più matura, in cui il costo del lavoro si sta gradualmente alzando e in cui diviene prioritaria la produzione di beni ad elevato contenuto tecnologico e valore aggiunto. Ciò attraverso ingenti investimenti in ricerca e sviluppo e nel capitale umano (sono più di 600.000 i laureati in ingegneria e materie affini ogni anno), ma anche lavorando in partnership con le imprese più avanzate di Paesi all'avanguardia come il nostro. Per le nostre aziende, accanto ai settori tradizionali, si aprono dunque interessanti prospettive nel campo della collaborazione tecnologica in cui, con investimenti di lungo periodo, potranno costruire con i partners cinesi rapporti solidi, che costituiscano la base per collaborazioni in Cina e congiuntamente anche su mercati terzi. ·
Le Istituzioni italiane in Cina - il Sistema Italia che fa capo alla nostra rete diplomatico consolare - sono da sempre a fianco delle imprese nel monitorare tali sviluppi e nel dare le necessarie chiavi interpretative di questo entusiasmante momento che vive la Cina, con l'obiettivo di indirizzare al meglio i nuovi investitori, non facendo mai mancare la massima assistenza ai connazionali che intendano affacciarsi su tale mercato così come alle imprese qui già attive ed operanti.
 
 
L'opportunità di promuovere in Cina i "tesori" italiani, nella loro più ampia gamma: dalla cultura, all'arte, alla tecnologia, ai nostri inimitabili prodotti tipici, attraverso progetti multimediali e multilingua come quello proposto dalla "Mappe dei Tesori d'Italia", sia nella versione cartacea che in quella sul web, a suo avviso sono utili a stimolare una maggiore attrattività e conoscenza del nostro Paese in un mondo così sconfinato e verso un numero di abitanti così esteso? ·
 
Italia e Cina sono accomunate dal fatto di essere entrambe depositarie di culture millenarie che hanno avuto una influenza al di là dei rispettivi confini nazionali e che e' durata per secoli. Si pensi all'influenza del diritto romano sui sistemi giuridici occidentali, oppure la permanenza per oltre due millenni dell'uso dei caratteri latini. Scherzando - ma solo in parte - a me piace ricordare che Cina ed Italia sono due "super potenze culturali". Mi sembra di poter affermare che in Cina vi è una conoscenza sempre più approfondita della cultura italiana. Il numero di studenti che apprendono la nostra lingua è in costante aumento, e gli aspetti artistici e musicali italiani sono in Cina ben noti, come dimostrato dal successo delle recenti mostre sui due Imperi e su Matteo Ricci, che cito a titolo d'esempio. Ma vi sono anche altri aspetti della cultura italiana che i cinesi stanno imparando a conoscere e apprezzare sempre più anche grazie alle sempre più numerose attività promosse dalla nostra Ambasciata a Pechino, dai nostri Consolati Generali e dai nostri Centri Culturali. · Certamente vale la pena di investire di più in manifestazioni culturali. Oggi, dal momento che in Cina internet è molto diffuso un progetto multimediale, come quello di "Mappe dei Tesori d'Italia" può essere molto efficace.
 
Si parla tanto dei flussi turistici provenienti dalla Cina, ma finora i vincoli e i filtri che si frappongono ai turisti sono ancora tali da scoraggiare un aumento in termini quantitativi. Cosa intende fare il Governo per semplificare le procedure burocratiche dei visti per favorire l'accesso a queste nuove correnti di turisti destinate a intensificarsi in un breve e medio periodo?
 
Dai dati disponibili sul rilascio dei visti risulta che i crescenti flussi di turisti cinesi che scelgono di visitare l'Europa, e in particolare l'area Schenghen, si rivolgono principalmente alla rete diplomatico-consolare italiana e, secondo l'opinione espressa dai maggiori operatori turistici, questo è dovuto sia all'interesse per il nostro paese e sia alla qualità del servizio reso dei nostri uffici nelle pratiche dei visti. ·
Nel 2009 le Rappresentanze diplomatico-consolari dell'area Schenghen in Cina hanno rilasciato 153.000 visti per Turismo, di cui 63.000 sono stati rilasciati dall'Ambasciata d'Italia a Pechino e dai nostri Consolati Generali a Shanghai e a Canton, rispetto ai 23.000 dagli uffici consolari della Spagna e ai 17.800 dagli uffici della Francia, eccetera. ·
Dal 1º gennaio al 31 luglio 2010 i visti per Turismo rilasciati dall'Italia sono stati 68.122, con un incremento del 94% rispetto ai 35.026 rilasciati nello stesso periodo del 2009. · Questi risultati sono dovuti a una gestione delle procedure dei visti non soltanto in funzione di controllo e prevenzione della immigrazione illegale ma anche come opportunità di continuo contatto e reciproco miglioramento con gli operatori turistici locali, con i quali abbiamo stabilito relazioni molto positive che sono la premessa migliore su cui investire per ulteriori sviluppi. ·
Dal momento che l'attrazione del turismo cinese sembra impostata sui giusti binari, la sfida che ci vogliamo porre per il futuro e' di orientare questi flussi, spesso caratterizzati da viaggi a basso costo e con caratteristiche "mordi e fuggi", verso una conoscenza più qualificata del nostro paese. Per questo vanno coinvolte tutte le istituzioni preposte (Ministero del Turismo, Regioni, Enit) al fine di promuovere e valorizzare il territorio e l'organizzazione turistico-alberghiera esistente in Italia.

 

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