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Intervista all'On.Frattini


Frattini_e_ClintonLA POLITICA CULTURALE COME STRUMENTO STRATEGICO DI POLITICA ESTERA

Intervista al Ministro degli Affari Esteri On. Franco Frattini
Gennaio 2010
a cura di Giancarlo Roversi

Il Ministro degli Affari Esteri, on. Franco Frattini, ci ha cortesemente concesso questa stimolante intervista che spazia a 360° sull'azione e le iniziative del suo dicastero. Non solo focalizzata sulle relazioni internazionali e sull'impegno dell'Italia nel mondo, ma rivolta anche all'impegno per la diffusione e valorizzazione cultura italiana nei cinque continenti attraverso gli Istituti Italiani di Cultura. L'esaustività e la concretezza delle sue risposte ci consentono di non aggiungere altre parole di preambolo.

 

L'incontro dei Ministri degli esteri dei G8 a Trieste da lei presieduto cosa ha significato per l'Italia e per una città, come il capoluogo giuliano, che tanto ha sofferto per il suo attaccamento alla madrepatria ?

L'approccio tenuto dall'Italia come Presidenza del G8 può essere sintetizzato in due parole "concretezza" e "inclusività". Se ad esse si affianca anche il concetto di responsabilità, possiamo dire che la nostra Presidenza del G8 ha inteso rispondere alle sfide del XXI secolo con un nuovo patto di collaborazione e condivisione di responsabilità tra i governi del G8, le economie emergenti ed i Paesi in via di Sviluppo.

L'appuntamento del G8 ha mostrato la capacità dell'Italia di organizzare in uno scenario di grande fascino, come quello di Trieste, un evento ad altissimo livello e di saper coordinare le diverse posizioni dei Paesi G8 sui numerosi dossier di un'agenda internazionale particolarmente impegnativa. A Trieste si è parlato soprattutto di sicurezza regionale che si riferisce oggi in primo luogo all'"arco di crisi" dal Medio Oriente all'Afghanistan, alle problematiche del terrorismo, del radicalismo islamico, della proliferazione nucleare, della crisi politica in Iran e del conflitto israelo-palestinese. Abbiamo focalizzato l'attenzione sulla regione che abbraccia l'Afghanistan e il Pakistan che sono, nonostante le obiettive differenze, parte di un unico problema. E' da questa area che sono partiti gli attentati dell'11 settembre e dove confluiscono i principali fattori di instabilità - terrorismo, proliferazione, narcotraffico - che influiscono sulla stabilità globale.

Ma Trieste è stato anche sinonimo di aiuto all'Africa a divenire parte della soluzione dei problemi della sicurezza globale attraverso la responsabilizzazione e il rafforzamento delle organizzazioni regionali africane in particolare l'Unione Africana.

Devo aggiungere che la professionalità con la quale l'Italia ha saputo gestire le riunioni di Trieste, dell'Aquila e dei G8 settoriali, ci è stata riconosciuta in più occasioni, sia dai colleghi all'estero, che dal Presidente americano Obama, il quale ha pubblicamente elogiato la presidenza italiana. La Presidenza italiana del G8 ha consentito del resto a Trieste di ritrovarsi ancora di più al centro della diplomazia mondiale, di valorizzare la sua naturale vocazione di snodo fondamentale tra Europa centrale ed orientale e di mostrare le sue incomparabili bellezze di capitale della Mitteleuropea.

Come Ministro degli Affari Esteri lei si occupa dei grandi problemi politici a livello internazionale e del mantenimento dei buoni rapporti con gli altri Paesi. Pertanto ha un monitoraggio continuo dell'immagine dell'Italia sullo scenario mondiale. A tale riguardo quale è il credito, la reputazione, in sostanza il riflesso esterno del nostro Paese ?

La nostra cultura, lo stile di vita, il successo dei nostri brand nel settore della moda , nonché le modalità con cui i nostri connazionali ( militari e operatori umanitari ) si muovono nelle realtà in cui si trovano ad operare , ci garantisce un'immagine positiva e di grande simpatia ovunque nel mondo. Ma L'Italia è anche guardata con ammirazione - a volte anche con malcelata gelosia - perché siede nel G8, perché è tra i Paesi fondatori dell'UE e perché è tradizionalmente capace di porsi come interlocutore - non di parte - in grado, in frangenti delicati, di esercitare un ruolo discreto di mediazione. Nel Medio Oriente allargato ci viene ampiamente riconosciuta tale capacità e, se posso attribuire a questo governo un merito specifico, abbiamo lavorato molto nell'ultimo anno e mezzo con i Paesi del Golfo instaurando relazioni di particolare calore che si potrebbero rivelare molto preziose ad esempio in crisi come quella yemenita .

L'Italia, posso dire, ha superato la sua "dimensione da guerra fredda" di tipo regionale cui è stata confinata dal dopoguerra fino alla caduta del muro di Berlino e cerca di sviluppare una visione globale del proprio ruolo internazionale. L'immagine dell'Italia sarà sempre più di attore sicuro, competitivo e responsabile a livello internazionale se riuscirà ad avere alle sue spalle un sistema Paese coeso ed efficiente. Realizzarlo è certamente una sfida ambiziosa perché si tratta di coinvolgere i diversi livelli istituzionali - centrali e locali - della società civile e imprenditoriali per realizzare complesse sinergie. Su questo dobbiamo lavorare con impegno per farci apprezzare sempre più nella comunità internazionale come "stakeholder" responsabile e affidabile.


Il ruolo internazionale dell'Italia nell'ambito dell'ONU e dell'Alleanza Atlantica, in particolare il suo impegno nell'azione difrattini_2 peacekeeping sugli scacchieri più delicati del panorama mondiale, hanno meritato di recente l'elogio del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Al di là di questa realtà per noi molto lusinghiera, quali sono gli obiettivi e le strategie che la politica estera del nostro Paese pone come prioritari proprio per mantenere lustra la nostra immagine ?

Effettivamente il nostro sforzo di "peacekeepers" ci è stato riconosciuto da piu' parti ma ci troviamo spesso a ribadire ai media italiani e stranieri che abbiamo piu' di 9000 mila militari italiani nel mondo e ciò rappresenta uno sforzo notevole sia per le situazioni obiettive di pericolo in cui si trovano ad operare i nostri uomini sia in termini finanziari. Lo scenario internazionale per il 2010 si presenta particolarmente problematico per la stabilizzazione delle aree di crisi e la soluzione dei problemi globali quali la ripresa economica dopo la crisi e i cambiamenti climatici. L'Italia prioritariamente guarda all'Afghanistan dove si dovrebbe progressivamente attuare la "transizione" cioè il trasferimento graduale di responsabilità in mano afghana. Come attore "responsabile" in ambito NATO-ISAF, il nostro Paese ha mandato 1000 uomini in più ( ora sono più di 4000 ) nell'ambito del complessivo incremento per contrastare il disegno talebano-quadeista. Ma siamo consapevoli che per vincere occorre affiancare una strategia civile cioè opportunità di lavoro per gli afgani, istituzioni che funzionino, scuole, strade e infrastrutture di base. Tutto ciò dovrà essere discusso a Londra nella Conferenza dei Paesi presenti in Afghanistan il 28 gennaio prossimo e successivamente in primavera a Kabul per definire gli impegni della comunità internazionale e del governo del Presidente Karzai.

Visti i più recenti sviluppi interni e il dossier nucleare, l'Iran sarà l'"osservato speciale" nei prossimi mesi e dobbiamo lavorare perché le autorità di Teheran ascoltino le richieste che vengono dalla propria gente e non si consegnino ad un pericoloso isolamento internazionale e a inevitabili sanzioni per la loro attività di proliferazione.

Il terrorismo è prepotentemente tornato di attualità con il recente episodio del giovane nigeriano bloccato con un esplosivo sofisticato sull'aereo Amsterdam- Detroit; è necessario dunque un continuo raccordo con i nostri alleati, prima in Europa, e poi al di là dell'Atlantico per lanciare nuove iniziative per migliorare il lavoro comune di intelligence. Durante la Presidenza del G8 il nostro governo ha contribuito sostanzialmente a disegnare il percorso per il 2010 nel quadro della Non Proliferazione e il Disarmo. La Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione (TNP) del maggio prossimo è l'occasione per far fiorire quanto già seminato con nuovi accordi vincolanti.

In Europa l'Italia si pone l'obiettivo di far sentire ai cittadini le novità derivanti dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona: più crescita economica e sostegno all'occupazione, più gestione comunitaria della problematica dell'immigrazione e rafforzamento del ruolo globale dell'UE.

Insomma siamo di fronte ad un'agenda quanto mai fitta per la nostra diplomazia che deve anche guardare all'Africa come continente dove dispiegare un'attività sempre più continuativa in termini di presenza politica e commerciale e all'Asia da dove arrivano le potenze emergenti con più prospettive Cina e India.

Al suo Ministero fanno anche riferimento gli Istituti italiani di Cultura all'estero. Ci può indicare con quali modalità avviene il coordinamento delle loro attività ?

frattiniLa Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale sovrintende al funzionamento degli Istituti Italiani di cultura, svolgendo un azione di coordinamento ed indirizzo delle attività, partecipando al finanziamento degli eventi culturali promossi dalla rete diplomatico consolare ed organizzando dal centro eventi culturali di particolare importanza e rilievo.

Come si manifesta in pratica la loro azione di valorizzazione nel mondo del retaggio culturale del nostro Paese ? E' soddisfatto dei risultati conseguiti ? Ce ne può indicare alcuni fra i più significativi ?

Gli Istituti Italiani di Cultura, presenti nei 5 continenti, sono un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che a vario titolo sono interessati alla lingua e alla cultura italiana nel mondo; svolgono una molteplicità di funzioni: promuovono e divulgano la cultura italiana all'estero; sono centri qualificati per l'apprendimento, l'insegnamento e la certificazione della lingua italiana; promuovono il made in italy in collaborazione con l'ICE; organizzano eventi, anche in collaborazione con la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale nei settori dell'arte, del cinema, della musica e del teatro; di concerto con gli addetti scientifici organizzano iniziative per valorizzare la ricerca scientifica e tecnologica italiana; costruiscono una fitta trama di collaborazione con Istituzioni, associazioni, università e personalità della cultura locali; forniscono informazioni sull'Italia ed infine sono punti di riferimento per i nostri connazionali all'estero.

Questa azione ampia e variegata viene svolta in collaborazione con la rete delle Ambasciate e degli Uffici Consolari, con enti ed Istituzioni italiane, fra cui in primis il Ministero dei Beni Ambientali e Culturali e le Regioni, oltre che con Associazioni e Fondazioni culturali italiane.

Ciò si traduce appunto in una vasta gamma di eventi, che vanno dalle mostre ai convegni, dalle rassegne cinematografiche alle conferenze, dalla presentazione di libri ai concerti.

Davvero efficace si è rivelata poi, in questi anni, la scelta di perseguire una vera e propria "strategia dei Grandi eventi", che ha reso possibile la creazione di iniziative dal forte impatto come L'anno dell'Italia in Cina 2006, l'Autunno Italiano in Corea 2008, Italia Giappone 2009, l'Anno italo egiziano della scienza e della Tecnologia.

Ha in programma nuovi interventi o destinazione di nuove risorse umane e materiali per corroborarne il funzionamento e metterli in grado di rispondere sempre con maggiore efficienza e incisività ai loro compiti istituzionali?

Al momento la nostra priorità, come anche in altri settori dell'azione del Ministero degli Affari Esteri, è quella di riuscire a massimizzare l'impiego delle risorse disponibili mediante una loro maggiore razionalizzazione, orientandole verso le aree di interesse prioritario.

Questo al fine di valorizzare il ruolo della politica culturale come strumento strategico di politica estera.

E' in grado di offrirci qualche anticipazione su importanti iniziative culturali in cantiere ?

A titolo esemplificativo, voglio solo accennare ad alcune iniziative tra le numerose in cantiere: ad esempio quanto stiamo facendo in vista delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la Rassegna "Italia-Istanbul 2010", in occasione della nomina di Istanbul capitale europea della Cultura e ancora la Collezione "Farnesina Desingn".

Intervista pubblicata sul numero 2 della Rivista Multimediale Le Mappe dei Tesori d' Italia

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