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Intervista all'Assessore Buscemi


BuscemiIl Miglior Uso del Patrimonio Culturale d' Italia


Settembre 2010
a cura di Veronica Grimaldi


La Lombardia guarda all'Europa, così come l'Europa guarda alla Lombardia: quali sono i principali strumenti normativi previsti dalla UE per la valorizzazione e la promozione del patrimonio storico-artistico e culturale della Regione lombarda?


"Gli strumenti normativi  dell'U.E. con cui fare progetti di valorizzazione e di promozione del patrimonio  culturale si possono suddividere in due categorie: quelli compresi nei programmi comunitari,  cosiddetti "competitivi"  e i contributi relativi ai fondi strutturali. I primi vengono erogati attraverso la partecipazione a bandi emessi direttamente dalle Direzioni Generali della Commissione Europea; i fondi strutturali, invece, sono gestiti direttamente dalle autorità regionali con il controllo della D.G. Politiche Regionali della Commissione Europea, che assegna gli stanziamenti".

 

 

Montagna, laghi, città d'arte, escursionismo, prodotti eno-gastronomici e quant'altro: un circuito di eccellenze naturali, paesaggistiche ed economiche che fa della regione una delle mete più attrattive e interessanti del panorama nord-italiano.  Quali interventi da approntare per migliorare queste realtà?


"Il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) della IX Legislatura è una formidabile occasione per creare  e diffondere, in Italia e all'estero, un'immagine positiva e attraente della Lombardia, come territorio accogliente, culturalmente stimolante sia per i turisti sia per i cittadini residenti. I presupposti di tale azione sono già presenti con uno specifico Programma Operativo P.O. 7 Attrattività turistico culturale del PRS 2010-2015".


In una prospettiva complessiva di valorizzazione del patrimonio storico-paesaggistico e culturale appare sempre più irrinunciabile l'azione di integrazione tra i diversi asset territoriali. Quanto è forte e determinante questa congiunzione tra i vari soggetti?


"La Lombardia è una delle principali destinazioni turistiche italiane: più di 28 milioni le presenze nel 2008 con il maggior numero di visitatori stranieri -oltre 18,5 milioni- e oltre 5, 3 miliardi di euro di spesa. Le città d'arte sembrano essere l'unico segmento turistico che non ha subito flessioni. Queste destinazioni, in particolare quelle non tradizionalmente turistiche, con ampio potenziale di crescita, sono favorite dai nuovi segnali di mercato che indicano nella motivazione culturale, la principale caratteristica della domanda internazionale del prodotto Italia".


Turismo e cultura rappresentano quindi un binomio vincente che necessita, però, di sempre migliori sostegni da parte delle Istituzioni e delle rappresentanze locali: come incentivare questo sistema?


"Lo stiamo già facendo. L'assessorato Cultura ha finanziato e avviato progetti di valorizzazione del patrimonio archeologico e di siti UNESCO, promosso iniziative e reti , anche in raccordo con altre regioni europee, di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, erogato fondi  in cofinanziamento con fondazioni bancarie, riconosciuto nuovi ecomusei, supportato gli enti locali nella presentazione di progetti europei".


A che livello è il processo di realizzazione e di definizione di progetti per il miglioramento delle strutture di accoglienza e di ricezione dei flussi turistici?


"La Giunta attraverso i diversi assessorati si è già spesa per migliorare l'accoglienza alberghiera con bandi, misure di sostegno alle imprese  e promuovendo progetti più articolati all'interno del programma dei sistemi turistici, che trova la sua attuazione nei Piani di Regia o Piani Integrati di Intervento.  Inoltre il lavoro congiunto nella stesura di bandi tra colleghi degli  assessorati  Ambiente, Turismo, Commercio, Industria e Infrastrutture richiederà, d'ora in poi, nei diversi progetti un'attenzione a migliorare la fruibilità,  l'accessibilità e l'accoglienza ai diversi beni visitabili e ai suoi luoghi in modo sostenibile".


Che incidenza ha sulla buona riuscita delle aree progettuali l'apporto del turismo e del circuito culturale?  Che peso hanno  i ritardi e le lunghezze burocratiche ? E quanto essi  influiscono sul buon esito degli interventi programmati?


"Il turismo culturale è una tematica trasversale che ha una forte incidenza sullo sviluppo economico e territoriale di un contesto. La parola chiave nella precedente legislatura era governance ora è semplificazione; semplificazione di procedure con azzeramento dei vincoli burocratici a partire dalle esigenze delle imprese per facilitare l'attrazione di investimenti esteri. A prova di questo impegno è stato istituito  con la IX Legislatura l'Assessorato Semplificazione e Digitalizzazione".


Quali sono le principali programmazioni per il restauro e la valorizzazione dei beni storici e artistici della Lombardia? buscemi2


"Sono stati finanziati attraverso Accordi di Programma e Accordi di Programma Quadro interventi di  conservazione e restauro di importanti edifici storici su tutto il territorio della Regione. Sono più di 370  i progetti di restauro e valorizzazione del patrimonio culturale  (beni mobili, architetture, aree archeologiche)  realizzati o avviati  nel quinquennio in collaborazione con soggetti pubblici e privati. Condizioni imprescindibili  per il finanziamento sono stati  la futura fruizione pubblica dei beni e la sostenibilità economica dell'intervento attraverso ad esempio i Fondi di Rotazione. Ma anche la conoscenza del patrimonio culturale attraverso la catalogazione del patrimonio culturale Lombardo coordinato centralmente da Regione Lombardia, articolato in 11 Poli Provinciali, con circa 200 partner (Comuni, Musei, Diocesi, Fondazioni e associazioni). 600.000 circa sono i beni catalogati e presenti nella Banca dati Regionale SIRBEC. Altro strumento di programmazione è  l'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale(AQST)  con i progetti integrati d'area, come quello avviato di valorizzazione culturale del Lago di Como nell'area dei "Magistri Comacini".  Inoltre è bene ricordare l'Accordo di Programma (AdP) per la realizzazione del Polo per la valorizzazione dei beni culturali, finalizzato a promuovere la  ricerca applicata (sui versanti della conoscenza, conservazione e diagnostica e valorizzazione) l'alta formazione e il trasferimento tecnologico al sistema delle imprese. Particolare attenzione è rivolta a  settori di punta della nostra regione:  il design, l'arte e l'architettura moderna e contemporanea, il patrimonio scientifico e tecnologico, oltreché al patrimonio storico-artistico e architettonico. Questo Accordo è stato sottoscritto con quattro atenei lombardi - Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Pavia, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano Bicocca alla fine del 2007".


La Lombardia è definita, dati alla mano, la locomotiva della Penisola in ambito socio-economico e commerciale:  quanto è determinante il suo ruolo anche in ambito culturale e turistico?


"Conosciuta oggi per i primati espressi in ambito nazionale nei settori dell'economia, della moda, della finanza,  dell'editoria,  la Lombardia possiede un ricco e diversificato patrimonio culturale: musei, istituti culturali, monumenti, aree archeologiche e  siti riconosciuti dall'UNESCO come "Patrimonio dell'Umanità". La Lombardia presenta la maggiore concentrazione italiana di siti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità - UNESCO (6 su 43 in Italia, il 13,6% del totale nazionale),  187 musei e raccolte museali non statali riconosciute sugli oltre i 367 musei e istituti della cultura presenti, 17 musei, monumenti e aree archeologiche statali, con alcune eccellenze assolute. Grazie ai processi di riqualificazione e riorganizzazione dei servizi culturali e alle politiche di "messa in rete" attuati nelle precedenti legislature, in Lombardia sono state costituite 8 reti tematiche museali, tra cui la rete dei dieci musei di arte contemporanea, 22 sistemi museali territoriali e 25 ecomusei riconosciuti. Infine si è consolidata un'offerta ampia, diversificata e diffusa sul territorio di mostre, festival tematici, rassegne musicali e di spettacolo".


La manifestazione Expo 2015 proietterà la Lombardia, e in particolar modo Milano e il suo hinterland,  nel cuore dell'Economia e negli interessi commerciali del pianeta: un evento che avrà, inoltre, ricadute straordinarie soprattutto in campo turistico e culturale per l'intero bacino territoriale. E' d'accordo? Quali errori da scongiurare?  Quali suggerimenti da recepire dai vicini partner europei?


"La nostra Expo sarà sicuramente diversa da quelle proposte in altri Paesi. Sono assolutamente convinto che la carta da giocare sia quella di mostrare un caratteristica ancora poco conosciuta della nostra regione, che riguarda nello specifico il suo patrimonio artistico e culturale. L'Italia possiede il 20 per cento del patrimonio artistico mondiale. Di questo 20 per cento un terzo si trova in Regione Lombardia. Neppure gli stessi lombardi ne sono consapevoli, figuriamoci il resto del mondo. Ecco perché Expo' 2015 dovrà costituire una vetrina internazionale di questo grande tesoro in nostro possesso che, purtroppo, è stato sottoutilizzato per troppo tempo. Colgo l'occasione per fare un'anticipazione importante, dal 6 all'8 giugno 2011 presso la Villa Reale di Monza la Lombardia accoglierà 200 delegati UNESCO che all'interno del "FORUM sulla cultura e le imprese culturali" discuteranno dei processi di cambiamento dell'innovazione tecnologica dell'eBook. Non saranno solo 3 giornate istituzionali ma anche l'occasione attraverso eventi per e con il territorio per far conoscere e incuriosire un pubblico giovane e non, su un tema attuale e innovativo. Dunque vi aspettiamo per EXPO 2015 ma già con il FORUM UNESCO 2011 siete benvenuti".


Intervista pubblicata sul numero 4 della Rivista Multimediale Le Mappe dei Tesori d' Italia

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