Home » Interviste » Intervista a Ministro del Turismo

Intervista a Ministro del Turismo


L'intervista a cura di Giancarlo Roversi
(luglio 2009)

MICHELA VITTORIA BRAMBILLA: IL MIO ASSO NELLA MANICA ? RILANCIARE IL "MARCHIO ITALIA" CON UN GIOCO DI SQUADRA

Apriamo questa rubrica dedicata ai protagonisti della vita pubblica del nostro Paese con l'intervista al nuovo Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, per sapere cosa tiene in serbo per dare nuova linfa a uno dei settori portanti della realtà economica e culturale italiana e punta di diamante dell'immagine del nostro Paese all'estero.

La recente creazione del Ministero del Turismo, oltre a premiare il suo impegno nel settore durante questo primo anno di governo, rende giustizia ad un comparto che rappresenta una delle maggiori risorse del nostro Paese, togliendolo dal ruolo di cenerentola che ha spesso avuto in passato nella compagine ministeriale. Questa, diciamo così, promozione sul campo cosa cambierà nelle sue strategie operative?
 
Una cosa è certa ed è il fatto che d'ora in avanti il turismo italiano potrà finalmente tornare ad avere, dopo vent'anni, una strategia che sarà strutturata in modo da promuovere e da valorizzare tutto ciò che di attrattivo e spesso anche di esclusivo questo Paese è in grado di offrire al turista. Perché se l'Italia, in questi anni, ha perso quote di mercato lo si deve soprattutto al fatto che essa ha offerto di sé un'immagine non solo spesso poco efficace sotto il profilo del marketing ma anche troppo confusa e frammentaria.
E, invece, deve essere il rilancio del marchio Italia il passpartout che ogni turista deve avere a disposizione prima per avere una generale visione delle straordinarie bellezze che offre queste Paese e poi per poter scegliere tra di esse quelle che maggiormente soddisfano le sue curiosità e i suoi interessi.
 

Se lo tiene in serbo, e tutto lo lascia immaginare, cela un asso nella manica? Ce ne può anticipare, seppure a grandi linee, i contorni?

Il vero asso nella manica è cominciare a fare politica del turismo elaborando un gioco di squadra che consenta a governo, enti locali e mondo delle imprese di operare insieme per arrivare ad alcuni cambiamenti sostanziali. Mi riferisco, ad esempio, all' ottimizzazione del rapporto tra pubblica amministrazione ed impresa in modo che tutte le iniziative che verranno assunte dal mercato per una promozione del turismo abbiano un maggiore e più efficace sostegno da parte dello Stato. Inoltre si rende necessaria una assai più stretta cooperazione- ed è su questo versante che il gioco di squadra potrà dare importanti risultati- tra il ministero del turismo e le società che gestiscono le principali reti di trasporto in modo che anche attraverso di esse- in primo luogo Alitalia, Trenitalia e autostrade- si possa realizzare un capillare sistema non solo di promozione ma anche di assistenza al turista. E ancora occorre arrivare alla definizione di un impianto normativo ed anche fiscale che consenta alle nostre imprese di poter competere con quei paesi- parlo , ad esempio, della Francia- nei quali gli operatori del turismo possono operare in condizioni di maggior favore.
 
Un grosso problema nella promozione dell'Italia all'estero è la frammentazione delle iniziative da parte delle istituzioni locali, città, enti territoriali, regioni, camere di commercio, consorzi e altre strutture. Tutti procedono in ordine sparso e talvolta insinuano nella gente il sospetto che tanti viaggi di carattere "promozionale" di un territorio , di una località, di una serie di prodotti tipici o di un evento siano in realtà un'occasione per viaggiare a spese dei cittadini. Anche perché il ritorno mediatico all'estero si rivela di scarso peso o addirittura nullo. Pensa di svolgere un'azione di coordinamento e di razionalizzazione di tutte queste iniziative a pioggia? E in che modo?

Non nego che la modifica dell'articolo V della Costituzione e successivamente la decisione di delegare alle Regioni gran parte delle competenze sul turismo non abbia anche avuto conseguenze positive dato che questo cambiamento ha avuto sicuramente un effetto stimolante sulle iniziative che potevano essere assunte sul territorio. E' anche vero però che l'estrema parcellizzazione di strategie e di programmi - ventuno politiche del turismo l'una diversa dall'altro e spesso in contrasto tra di loro- ha opacizzato il sistema, confuso i tour operator e, quel che più conta, ha prodotto una eccessiva dispersione di risorse proprio nel momento in cui c'era , invece, bisogno, di una programmazione dell'offerta più sistemica e globale. Ed è importante che anche le Regioni abbiano oggi cominciato a condividere la necessità di questo cambiamento. Difatti è proprio facendo leva anche sulla loro collaborazione che è potuta ripartire una politica più aggressiva, più strutturata sotto il profilo dell'immagine ed anche, spero, più produttiva di risultati"
 

Lei ha nell'ENIT uno dei suoi bracci operativi. In passato alcuni addetti ai lavori del mondo del turismo e delle istituzioni si sono lamentati di una presunta labilità della sua azione promozionale, forse anche a causa dell'esiguità delle risorse a disposizione in parte inghiottite dalle spese per il personale e gli uffici all'estero e quindi sottratte all'attività di promozione. Ha in animo qualche intervento riorganizzativi a riguardo?. E dato che stiamo parlando di promozione cosa ne pensa della nascita di questa nuova rivista multimediale dal titolo accattivante e mai utilizzato finora per una testata giornalistica? Crede che potrà svolgere una proficua azione promozionale come si prefiggono i suoi promotori tenendo anche conto che abbinato ad essa esiste on line un motore di ricerca cartografico con le mappe dei "Tesori" italiani (www.italiamappe.it)?
 
intervista_brambilla2 Se abbiamo preso la decisione di commissariare questo sia pur prestigioso ente è proprio perché ci siamo resi conto che la promozione all'estero del prodotto Italia ha oggi bisogno, di fronte ad un mercato che muove ormai più di 900 milioni di turisti l'anno, di strutture che sappiano operare su un registro diverso e assai più ampio ed aggressivo. Come sono convinta che il lavoro congiunto che ora il mio ministero ha attivato con le strutture del commercio estero e con quelle diplomatiche sparse p
er il mondo sia un
altro chiaro segnale del radicale cambiamento della politica del turismo che ora intendiamo portare avanti. E questo perché brand e prodotto turistico devono sempre più interfacciarsi in ogni strategia di offerta che noi intendiamo promuovere. Ed è importante , a questo fine, che iniziative multimediali come la vostra possano avere la maggiore diffusione possibile.

Uno dei suoi primi provvedimenti, dopo la consacrazione a rango di ministro, è stata la creazione della nuova "Commissione per la promozione e il sostegno del turismo enogastronomico" . Una scelta certamente molto puntuale e perspicace che dimostra da parte Sua la chiara consapevolezza dell'importanza che ha l'enogastronomia nell'universo turistico e la sua funzione di determinare in modo decisivo le motivazioni di viaggio. I sapori, i prodotti tipici e le specialità culinarie tradizionali del nostro Paese sono alla base della scelta del 33% dei turisti, superando l'ambiente e le bellezze naturali che presentano un indice di gradimento del 24% e addirittura l'arte e la cultura che si attestano sul 22% delle preferenze. Come pensa di agire tenendo conto anche della necessità di raccordarsi con le iniziative attuate dal ministero delle risorse agricole e dagli assessorati regionali all'agricoltura nel cui settore gravitano gli agriturismi e le strade dei vini e dei sapori oltre che il macro cosmo dei prodotti tipici?
 
L'enogastronomia è, come tante altre, una risorsa che il nostro turismo non ha saputo fino ad oggi sfruttare nel modo migliore. E questo perché non si è compreso che una politica di mercato , per poter essere competitiva, ha ormai assoluto bisogno di valorizzare tutti quei settori che possono allargare e migliorare il suo appeal nei confronti di un turista che , come ho detto all'inizio, deve essere posto in grado di scegliere tra una gamma di offerta che deve essere la più vasta possibile. Chi viaggia in Italia o arriva in questo Paese dall'estero e magari da continenti assai lontani deve essere messo in grado di capire quale varietà di suggestioni e di interessi può soddisfare questo Paese. E questo problema riguarda tutto il territorio ma specialmente le aree del Mezzogiorno che, per mancanza di un'efficace promozione di tutto ciò che esse sarebbero in grado di offrire al turista, sono ancora una specie di porto delle nebbie.
 

Lei ha due radici: una lombarda per parte di padre e una materna romagnola. Un connubio perfetto perché la tenacia e l'operosità dei lombardi si sposa con la fantasia e la creatività dei romagnoli che hanno realizzato sulla riviera adriatica uno dei più imponenti fenomeni turistici d'Europa o, come lo ha chiamato qualcuno, uno dei maggiori divertimentifici a livello internazionale. Pensa che questa "bivalenza etnica" possa influire positivamente sul suo impegno verso un più efficace sfruttamento di una risorsa inestimabile come il turismo?

Certo ma è anche vero che da quando ho assunto questo incarico ho cominciato a girare l'Italia in lungo e in largo trovando ovunque meravigliose sorprese. Conoscevo, ad esempio, assai poco l'Abruzzo. Ebbene, la tragica vicenda di questo terremoto mi ha consentito di scoprire una delle regioni più suggestive d'Italia: splendidi parchi nazionali e regionali, tesori d'arte prestigiosi, piccoli comuni che, per la loro antica storia, meriterebbero da soli un viaggio in Italia. Del resto, se facessimo un'analisi perfetta , strato su strato, del combinato di cultura e di divertimento,di tutti gli straordinari tesori che ha questo Paese e poi riuscissimo a condensare tutte queste informazioni in una mappa che sia per il turista di ogni Paese di facile lettura , ecco che avremmo risolto già metà dei nostri problemi.
 

intervista_brambillaQuale augurio si vorrebbe fare sull'obiettivo da raggiungere
nei prossimi 12 mesi?

Certamente vorrei poter misurare concreti e significativi risultati sia sul fronte dell'immagine del nostro Paese, che paga ancora le conseguenze della vicenda dei rifiuti di Napoli, sia per quanto riguarda la ripartenza dei consumi ed il sostegno alle imprese. Un buon risultato già concretizzato è stato l'avere messo a disposizione degli operatori turistici del comparto ricettivo un plafond di 2 miliardi, grazie alla collaborazione degli istituti di credito e delle associazioni di categoria, così da garantire loro un concreto sostegno sul pressante fronte del credito.
 

Cerca

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Tesori D'Italia Magazine

Iscriviti

Mappe Interattive

Cerca Città:

Cerca Punti d'Interesse